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Appartamenti in affitto: dove?

Appartamenti in affitto

A confronto gli affitti nelle diverse cittadine elvetiche: dove si paga di più e dove invece si risparmia.

Ginevra d’oro, San Gallo conveniente, Lugano nel mezzo

Nella città di San Gallo l’affitto medio per un appartamento di 4,5 locali (100-110 metri quadrati) ammonta attualmente a 2’004 franchi. Questa cifra rappresenta il prezzo più basso tra le dieci maggiori città svizzere per gli appartamenti in affitto. A Ginevra il prezzo per un appartamento della stessa superficie e con lo stesso numero di locali aumenta a 3’820 franchi, quasi il doppio. Gli affitti sono più elevati anche a Zurigo, dove l’importo mensile arriva a 3’073 franchi. Sono questi i risultati di un’analisi dei prezzi indicati negli annunci su comparis.ch. A Losanna, la terza città più cara della Svizzera, un appartamento per famiglie costa 2’850 franchi e, pertanto, già 1’000 franchi in meno rispetto a Ginevra, a circa 60 chilometri di distanza.

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Mettendo a confronto appartamenti in affitto, sito Comparis ha calcolato i prezzi di affitto mediani per gli appartamenti di 3,5 locali con una superficie di 75-85 metri quadrati e i bilocali di 45-55 metri quadrati. Con questi criteri la classifica delle città porta a risultati diversi. Ginevra tuttavia, con un prezzo di affitto mediano di 2’680 franchi per un appartamento di 3,5 locali, resta in testa alla graduatoria. A Zurigo un’abitazione paragonabile costa 2’489 franchi. La situazione si ribalta invece per i bilocali, che con un affitto di 1’734 franchi a Zurigo superano Ginevra di 44 franchi. Nella categoria degli appartamenti di 3,5 e 2 locali segue Losanna con rispettivamente 2’194 e 1’500 franchi. Il fanalino di coda è di nuovo la città di San Gallo con 1’675 franchi per un appartamento di 3,5 locali, preceduta da Biel/Bienne con 1’690 e Lugano con 1’750 franchi. Con un importo mensile di 1’125 franchi, Biel/Bienne si conferma la città più conveniente per i bilocali. A San Gallo un appartamento paragonabile costa circa 35 franchi in più, mentre a Lugano il valore mediano si aggira intorno ai 1’289 franchi.

«Le abitazioni relativamente convenienti nelle città di San Gallo e Biel/Bienne si spiegano, tra le altre cose, anche con la minore capacità di attrazione rispetto a Zurigo», commenta Papp. Non sorprende infatti che, con rispettivamente il 2,32% e il 2,43%, la percentuale delle abitazioni vacanti sia superiore alla media sia a San Gallo che a Biel/Bienne. La media nazionale si attesta all’1,62%. Secondo Papp, questa situazione può essere attribuita al costo troppo elevato degli affitti attuali e al fatto che i proprietari prevedono un aumento della domanda, per cui preferirebbero lasciare temporaneamente inabitati gli appartamenti piuttosto che affittarli a un prezzo inferiore.

MENDRISIO – Negli ultimi 4 anni quasi 1.800 persone  hanno lasciato il Luganese per trasferirsi nel Bellinzonese. Ma è un fenomeno unidirezionale (e cioè da Lugano ci si sposta soprattutto verso Nord) oppure dalla capitale economica del cantone si nota uno trasferimento di popolazione anche verso Sud, verso il Mendrisiotto? E che differenze ci sono, a livello immobiliare, tra le due regioni? Sfogliando i dati sembrerebbe che di «grandi esodi» di luganesi verso Mendrisio o Chiasso non ce ne siano.

Immobiliare Lugano, come va il mercato?

Meno 1,5% in un anno a Lugano: i dati del portale di annunci immobiliari homegate.ch, sulla decrescita dei prezzi degli affitti, pubblicati l’altro giorno fanno il paio con le cifre sugli sfitti, in crescita, e sulla popolazione che dopo anni di incremento accusa una flessione, almeno nel Luganese. «I dati di homegate non sembrano annunciare una riduzione travolgente, però è chiaramente un segnale, una conferma che gli sfitti cominciano a essere troppi. Fa capire che il mercato comincia a offrire» ci risponde Gianluigi Piazzini, presidente della Camera ticinese dell’economia fondiaria, e una autorità in ambito immobiliare. «Bisogna fare attenzione: quelli di homegate sono rilevamenti di annunci, quindi riflettono i valori di mercato, dove confluiscono però in buona parte prodotti nuovi. Mi spiego meglio. Ci sono due tipi di affitti. Quello che chiamiamo il ‘consolidato’ che è quasi sempre occupato e perciò non viene messo sul mercato. Quindi non ha un rilevamento. Non significa che non ci siano variazioni di prezzo: per esempio c’è chi ha ottenuto una riduzione dell’affitto, anche se spesso non si viene a sapere. Queste diminuzioni, spontanee, dirette, forzate che siano, statisticamente non appaiono e starebbero diminuendo anche gli affitti ‘consolidati’. Gli affitti nel loro complesso stanno effettivamente scendendo, questa è anche l’impressione generale. Naturalmente si parla di oltre 5mila sfitti, dico, ci vorrebbero 12mila persone per riempirli mentre come abbiamo appreso la popolazione del Luganese sta diminuendo, calano anche i veicoli targati eppure si continua a costruire. Il motivo è ormai risaputo, l’investimento nell’immobiliare è ancora ritenuto attraente. Le casse pensioni sono arrivate al 25% del capitale investito nell’immobiliare. Bisogna dire che non hanno molte alternative, il tasso ipotecario è al minimo storico, e la redditività del denaro è molto misera. Il bene immobiliare tiene ancora, però comincia a piegare un pochino le gambe. La Banca nazionale e la Finma, ricordo, hanno in atto una procedura di consultazione rivolta alle banche da cui emerge chiaramente che i palazzi rendono troppo poco».

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Gli affitti a Lugano non erano troppo cari? «Certo gli affitti sono scesi, ma non in modo eclatante, segno che comunque una soddisfazione della clientela c’è. Al limite, la preoccupazione dovrebbe riguardare il settore previdenziale. Stiamo camminando un po’ sulla brace. I due temi del futuro saranno il lavoro e la previdenza, cioè i problemi che in Ticino avevamo 150 anni fa. E non siamo più abituati a queste cose. Qui il prodotto costa l’ira di Dio. Perché? Il problema è quello del ricarico, la Svizzera è un pallone gonfiato. Fin tanto che regge la baracca, ci fatturiamo l’uno addosso all’altro e la cosa va avanti. Il ricarico c’è sui materiali, sui salari dei muratori, 6mila franchi di paga media da Ccl e per carità è anche giusto, ma in futuro dovremo lavorare di più e capire quali passi indietro fare, scegliere le priorità». Questo cambia anche le abitudini degli affittuari. «Il proprietario punterà alla piena occupazione del palazzo, però senza ‘spaccare’ lo stabile perché se un inquilino paga 1’700 e l’altro 1’550, e la cosa si viene a sapere, garantito che quello da 1’700 chiederà un ribasso. Comunque, altro segnale, ci sono proprietari che offrono al nuovo inquilino uno o due mesi di affitto gratis. Però c’è spazio di manovra, chiaro. Infine una cosa alla sinistra la voglio dire: loro additano, ma di cooperative per l’alloggio non ne fanno. Ci sono 250 milioni di franchi della Confederazione non utilizzati».

Alcuni appartamenti in affitto selezionati dall’agenzia immobiliare Ebuyhouse di Lugano